Nona classificata

La Dr. ssa Boggio è un medico che lavora alla Scuola di Patologia, Università degli Studi di Milano, Fondazione IRCCS Ca ‘Granda-Ospedale Maggiore Policlinico, Milano, e affiliata presso l’Unità di ricerca Dermatopatologia, Dipartimento di Dermatologia, Università medica di Graz, Graz, Austria.  L’articolo proposto per la competizione il Miglior Articolo Scientifico si intitola “Cutaneous hemophagocytosis: Clinicopathologic features of 21 cases.

Come per il lavoro precedente, anche la Dr.ssa Boggio presenta uno studio prospettico su 21 pazienti evidenziando l’importanza di descrivere il maggior numero di casi possibili per una corretta definizione dei tratti distintivi delle sindromi associate ad HLH. In questo lavoro viene affrontato il problema di descrivere i tratti cutanei associati alla emofagocitosi o meglio le sindromi di Emofagocitosi Cutanee (CH). Per Citofagocitosi macrofagica si intende l’assorbimento da parte di macrofagi non maligni di cellule del sangue che vengono così ritrovate all’interno del citoplasma dei macrofagi. Questa condizione è un tratto associato all’HLH, con un’incidenza variabile dal 6% al 65% dei casi, con manifestazioni che vanno dai rash cutanei a eruzioni maculari, o morbilloformi. Tuttavia le CH non sono tipiche solo dell’HLH, condizioni di questo genere sono state trovate anche nei linfomi delle cellule T e nella sindrome di Rosai-Dorfman e più raramente anche in altre condizioni patologiche non gravi. Inoltre la valutazione istologica di queste lesioni non presenta tratti specifici, anche se alcuni autori riportano che nei casi di HLH le manifestazioni cutanee sono spesso localizzate nella parte inferiore del reticolo dermico e del grasso subcutaneo, altri più recentemente le hanno trovate nell’ipoderma. Ecco perché, secondo gli autori è importante studiare queste alterazioni per capire il loro significato patologico e capire così se le alterazioni cutanee debbano essere considerate un segno preponderante o no nella diagnosi di HLH.  Gli autori riportano una casistica abbastanza ampia sebbene limitata ad un singolo centro, di 21 pazienti con CH non associate alla sindrome di Rosai-Dorfman e ai linfomi delle cellule T. In questi pazienti sono stati analizzati i tratti clinico-patologici associati alle alterazioni cutanee.

Gli autori hanno osservato che nessuno di questi pazienti aveva manifestato l’HLH, la maggior parte presentava vasculite leucocitostatica, ma altre condizioni come lupus e acne conglobata o sindrome sweet, o rash non specifici e infezioni da clamidia e paringite sono stati identificati come casi isoltati in uno o due pazienti.

Gli autori trovano che le forme descritte sono localizzate prevalentemente nella parte papillare e media del derma e che invece non è coivolto il tessuto subcutaneo come ad esempio nei linfomi delle cellule T e questo li porta a suggerire che alterazioni cutenee del derma non hanno implicazioni cliniche patologiche, mentre se si osserva un coinvolgimento dei tessuti subcutanei, questo potrebbe essere un indicatore potenziale di HLH.  Inoltre la condizione più frequentemente trovata in questi pazienti è la vasculite associata a citofagocitosi perivascolare, tuttavia i pazienti presentavano degenerazioni fibrinoidi minime o assenti e questo ha portato gli autori a suggerire che l’emofagocitosi evidentemente interviene in lesioni da vasculite più tardive, quando il danno dei vasi non è più visibile nelle biopsie cutanee, dunque la CH nelle vasculiti è piuttosto una reazione dei macrofagi per rimuovere le cellule e i detriti nucleari dai vasi colpiti e dunque non necessariamente patologica. In tre pazienti invece gli autori descrivono rash non specifici associati a sintomi sistemici di infezione (come infezione da Clamidia polmonare). Le biopsie cutanee di questi soggetti hanno suggerito che potesse trattarsi di lesioni para vasculite, ma le lesioni anche in questo caso sono state osservate solo nel derma, suggerendo che potesse trattarsi di CH locale piuttosto che segni di HLH.

In sintesi, nei casi descritti dagli autori le alterazioni cutanee sono associate più che altro a forme  di vasculite leucocitostatica in fase tardiva o altre dermatosi ricche di neutrofili, ma localizzate soprattutto nel derma e siccome queste alterazioni sono frequenti in molte altre forme di infiammazione cutanea, non necessitano di ulteriori approfondimenti per una diagnosi di HLH, anche se non può essere completamente escluso che i casi associati a disturbi infettivi e lievi sintomi costituzionali possono rappresentare un “form fruste” (forme atipiche) di HLH.

Più in generale, gli autori concludono che, la presenza di cellule emofagocitiche solo all’interno del derma, senza coinvolgimento del sottocutis, probabilmente rappresenta una forma di CH localizzata piuttosto che una reazione sistemica più grave, e indagini approfondite dovrebbero essere eseguite solo se i pazienti presentano altri segni o sintomi di HLH

 

Articolo

Francesca Boggio Viviana Lora, Carlo Cota, Amanda Pereira, Robert Mullegger, Lucia Prieto-Torres, and Lorenzo Cerroni. Cutaneous hemophagocytosis: Clinicopathologic features of 21 cases J Am Acad Dermatol. 2018;78(2):377–3 82.