La ricerca

Piano strategico di ricerca 2021-24

L’associazione AILE, insieme alla comunità di sostenitori e a tutte le parti interessate,  promuove attraverso la collaborazione con la comunità scientifica un programma di  finanziamenti che possa accelerare le scoperte mediche per la cura dei malati di HLH  familiare e secondaria. A tale proposito, AILE ha sviluppato un piano strategico di ricerca per  i prossimi 3 anni (2021-2024) per promuovere in modo significativo la ricerca traslazionale con i seguenti scopi: 

  • La ricerca clinica 
  • La conoscenza capillare sul territorio della HLH 
  • La ricerca terapeutica 
  • L’acquisizione di conoscenza dei meccanismi genetici e patologici

LA RICERCA CLINICA

La necessità invocata da molti ricercatori di poter avere degli studi clinici  prospettici che permettano di capire le cause della HLH primaria e secondaria e di poterne stimare l’incidenza, spinge AILE a cercare collaborazioni e supportare finanziariamente  gruppi nazionali e internazionali che possano realizzare questi studi scientifici da cui  dipendono il miglioramento della salute e lo sviluppo a lungo termine di terapie innovative.  Nello scorso triennio l’associazione ha istaurato contatti con organizzazioni internazionali e  con l’industria farmaceutica che ha permesso di finanziare di un progetto di ricerca clinica  sulle complicazioni da rigetto del trapianto di cellule staminali. 

Oltre a monitorare e sostenere questo primo successo, AILE si impegna nel prossimo  triennio a patrocinare studi clinici per identificare nuovi trattamenti e/o combinazioni terapeutiche che diano risultati ottimali soprattutto nei malati di HLH con meccanismi  patologici differenti o multipli.  

Il disporre di un registro mondiale per la HLH permetterebbe di capire meglio lo spettro già  ampio di caratteristiche cliniche/patologiche con cui la sindrome si manifesta e determinare  le aree di ricerca da sviluppare e necessarie per migliorare le terapie e quindi la qualità di vita dei pazienti. AILE sosterrà la creazione di un registro italiano e collaborerà attivamente a  quello internazionale, già esistente. 

LA CONOSCENZA DELL’HLH

La conoscenza dell’HLH a tutti i medici anche al di fuori del circuito specialistico, è fondamentale per permettere ad ogni singolo paziente di  essere preso in carico dagli ospedali di riferimento e di ricevere le adeguate cure. Infatti è  fondamentale il riconoscimento della sindrome HLH per migliorare l’accesso a test specifici e  quindi ridurre al minimo i ritardi nella diagnosi/trattamento e quindi l’alta mortalità di questa patologia.

Nel piano strategico precedente l’associazione si è impegnata a diffondere la conoscenza  dell’HLH attraverso la pubblicazione sul suo sito web di blog scientifici inerti alla malattia e il finanziamento ai ricercatori con il “Premio al Miglior Articolo Scientifico”. Queste azioni  verranno mantenute anche nel prossimo triennio e verranno istituite campagne di  consapevolezza sulla malattia per raggiungere i medici ospedalieri e quelli di base e far in  modo che HLH possa essere riconosciuta e identificata già agli esordi.  

LA RICERCA TERAPEUTICA

Gli sforzi della comunità scientifica hanno prodotto nuove terapie che vengono attualmente saggiate per la loro efficacia. AILE vuole promuovere  e sostenere la scoperta di nuovi medicinali che permettano di ridurre la mortalità e favorire la  guarigione dei malati. Per questo l’associazione patrocina progetti che abbiamo lo scopo di  identificare i meccanismi immunitari fondamentali, in particolare quelli che portano alla HLH Neurologica, e che permettano lo sviluppo di terapie per il controllo dell’iper-attivazione del  sistema immunitario.  

Dato che la terapia genica ha il potenziale di revertire il fenotipo genetico alla base della  HLH familiare, AILE si fa promotore di ricerche per la caratterizzazione di difetti genetici nei  pazienti, la creazione di modelli animali e lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e di  trattamento ed infine, si propone di stimolare programmi di ricerca sulla terapia genica.  

L’ACQUISIZIONE DI CONOSCENZA DEI MECCANISMI GENETICI E PATOLOGICI

Per migliorare le terapie per i pazienti HLH abbiamo bisogno di capire i  meccanismi patogenetici di questa sindrome. Dati scientifici dimostrano  sempre più che il termine HLH indica una manifestazione patologica ampia che comprende  sia pazienti pediatrici, che soffrono di un numero sempre più ampio di malattie genetiche, e  non, in cui l’HLH è una complicanza rara di un disturbo primario causato da altri difetti genetici, compresi deficienze immunitarie primarie ed errori congeniti del metabolismo. Inoltre l’HLH si può verificare in pazienti con sindromi reumatologiche e/o infiammatorie e in pazienti durante infezioni o neoplasie senza una nota (o non ancora identificata) predisposizione genetica.  

Tale eterogeneità ha bisogno di essere studiata nei dettagli e sicuramente il sequenziamento genomico è stato e sarà di grande aiuto nella conoscenza dell’HLH. AILE  favorisce perciò studi scientifici di tipo meccanicistico per meglio comprendere la  complessità della sindrome e definire le caratteristiche patologiche in modo da stabilire una  miglior correlazione tra fenotipo /genotipo. 

Premio Mario Ricciardi 2022

premio mario ricciardi

L’Associazione AILE bandisce 2 premi per il Migliore Articolo Scientifico, su tematiche concernenti la Linfoistiocitosi Emofagocitica, in memoria di Mario Ricciardi.
A questo scopo, è indetta una procedura selettiva per l’attribuzione dei premi per due articoli scientifici pubblicati nel biennio 2020-2021.

A.I.L.E. Association announces 2 awards for the Best Scientific Article, on issues concerning Hemophagocytic Lymphohistiocytosis (HLH), in memory of Mario Ricciardi. A selective procedure for two scientific articles published during the 2020-2021 is announced. 

 

 

Visualizza la classifica punteggi dei partecipanti al premio Mario Ricciardi 2022 cliccando sul pulsante in basso.

VINCITORI

La Seconda Edizione del Premio Internazionale al miglior articolo scientifico (2019-2021) si è recentemente conclusa con la pubblicazione della classifica, stilata secondo parametri internazionali, che permettono di valutare la qualità scientifica (impact factor) degli articoli sottomessi. I vincitori dei due premi sono due giovani ricercatrici che lavorano presso la Clinica Universitaria del Cincinnati Children’s Hospital, (USA) e la Pediatria dell’Ospedale St Jude di Memphis (USA).

Abbiamo chiesto alle vincitrici un contributo scritto che evidenzi in che modo i loro risultati pubblicati siano importanti per migliorare la conoscenza dell’HLH. Ecco il loro contributo:

Dr. Lorenz Adi

Dr.ssa Lorenz Adi 1° classificata.

1° Classificata Dr. Lorenz Adi

Zoref-Lorenz, Adi et al. “An improved index for diagnosis and mortality prediction in malignancy-associated hemophagocytic lymphohistiocytosis.” Blood vol. 139,7 (2022): 1098-1110

  

Cincinnati children hospital
La clinica pediatrica di Cincinnati e di Memphis sede delle ricerche pubblicate dalle ricercatrici vincitrici del premio.

Hemophagocytic lymphohistiocytosis (HLH) is a hyperinflammatory syndrome for which hematologic malignancy (HM) is a common and deadly trigger. The paper- “An improved index for diagnosis and mortality prediction in malignancy-associated hemophagocytic lymphohistiocytosis” describes our study of 225 adult patients with HM with and without HLH by the HLH-2004 criteria. We report that combined elevation of soluble CD25 and ferritin at optimized cutoff values defines an optimized HLH inflammatory (OHI) index that accurately identifies patients fulfilling HLH criteria; however, more importantly, it also predicts high mortality risk whether or not patients fulfill HLH criteria. The OHI index is important as it will allow early identification of the syndrome and deeper investigation into its pathophysiology.

 

La Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH) è una sindrome iperinfiammatoria, in cui il tumore maligno ematologico (HM) rappresenta un fattore scatenante comune e mortale. L’articolo “Un indice migliorato per la diagnosi e la previsione della mortalità nella linfoistiocitosi emofagocitica associata a malignità” descrive il nostro studio su 225 pazienti adulti con HM con e senza HLH definita secondo i criteri HLH-2004. Segnaliamo che l’aumento  combinato nel sangue del CD25 solubile e ferritina a valori di cutoff ottimizzati definisce un indice infiammatorio HLH ottimizzato (OHI) che identifica accuratamente i pazienti che soddisfano i criteri HLH; tuttavia, cosa ancora più importante, predice anche un alto rischio di mortalità indipendentemente dal fatto che i pazienti soddisfino o meno i criteri HLH. L’indice OHI è importante in quanto consentirà l’identificazione precoce della sindrome e un’indagine più approfondita nella sua fisiopatologia.

Meyer Lauren

Dr.ssa Meyer Lauren 2° classificata, St. Jude Hospital, Memphis, USA

2° Classificata Dr. Meyer Lauren

Meyer, Lauren K et al. “JAK/STAT pathway inhibition sensitizes CD8 T cells to dexamethasone-induced apoptosis in hyperinflammation.” Blood vol. 136,6 (2020): 657-668.

Per ulteriori informazioni su questa pubblicazione, consultare l’articolo di ottobre 2021 sul nostro sito cliccando qui o sfogliando articoli in evidenza in basso. 

HLH therapy relies heavily on the anti-inflammatory activity of dexamethasone, but many patients are refractory to this therapy. Hypercytokinemia is a hallmark of HLH, and many cytokines activate the pro-survival JAK/STAT signaling pathway in immune cells. We hypothesized that cytokine exposure might antagonize dexamethasone-induced apoptosis. Using in vitro and in vivo models, we found that cytokines alter the apoptotic potential of immune cells, rendering them resistant to dexamethasone. However, simultaneous exposure to the JAK1/2 inhibitor ruxolitinib greatly potentiated dexamethasone-induced apoptosis with a concomitant improvement in disease manifestations in our in vivo model.

La terapia dell’HLH si basa principalmente sull’attività antinfiammatoria del desametasone, ma molti pazienti non rispondono a questa terapia. L’elevato livello di citochine nel sangue è un segno distintivo dell’HLH e molte citochine attivano la via di segnale JAK/STAT che favorisce la sopravvivenza delle cellule immunitarie. Abbiamo ipotizzato che l’esposizione delle cellule immunitarie ad elevati livelli di citochine potrebbe antagonizzare l’apoptosi indotta dal desametasone. Utilizzando modelli in vitro e in vivo, abbiamo scoperto che le citochine alterano il potenziale apoptotico delle cellule immunitarie, rendendole resistenti al desametasone. Tuttavia, l’esposizione simultanea all’inibitore JAK1/2 ruxolitinib ha notevolmente potenziato l’apoptosi indotta da desametasone con un concomitante miglioramento delle manifestazioni della malattia nel nostro modello in vivo.

ARTICOLI IN EVIDENZA SUL PREMIO MARIO RICCIARDI

Bandi di ricerca

laboratorio

 

PREMIO “RICERCA OLTRE L’HLH” 2021

L’Associazione Italiana Linfoisticitosi Emofagocitica (AILE), organizzazione no profit per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nel trattamento della sindrome della Linfoisticitosi Emofagocitica (HLH), annuncia, insieme a Sobi s.r.l., affiliata italiana dell’azienda  farmaceutica svedese, impegnata nella cura di malattie immunologiche rare, la disponibilità di fondi per sostenere ricerche scientifiche innovative. Questa progettualità mira a sostenere progetti finalizzati a nuovi trattamenti per alleviare i sintomi della HLH. 

L’ area tematica, identificata tra le priorità di finanziamento, è quella del:

RIGETTO DEL TRAPIANTO ALLOGENICO di cellule staminali

Il progetto di ricerca vincitore è “Deep profiling of graft failure after allogeneic HSCT” del Dott. Pietro Merli del Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

È fondamentale approfondire i diversi meccanismi che possono concorrere al rigetto del trapianto di cellule staminali ematopoietiche – spiega Merli – perché ad oggi, a differenza del trapianto di organo solido, non esistono terapie efficaci per trattare un rigetto incipiente e la linfoistiocitosi emofagocitica primaria presenta un rischio aumentato di rigetto. Così, questo progetto di ricerca vuole sfruttare le tecnologie più avanzate per caratterizzare il profilo di nuovi marcatori nei liquidi biologici, per esempio nel sangue: l’obiettivo è di sviluppare nuove strategie sia diagnostiche, al fine di anticipare la diagnosi, che purtroppo oggi è spesso tardiva e arriva quando ormai il rigetto si è già completato, che terapeutiche”.

Servizio di Adnkronos sul progetto vincitore.

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In collaborazione con

Logo SOBI

Con il patrocinio non oneroso del

Articoli dei partecipanti

Aggiornamenti scientifici

Informazioni sul vaccino anti COVID-19 

vaccino covid19 per hlh

Nel file .pdf scaricabile in basso troverete le informazioni utili sui vaccini contro il Covid-19 in relazione all’HLH.