La ricerca

Premio Mario Ricciardi 2022

premio mario ricciardi

L’Associazione AILE bandisce 2 premi per il Migliore Articolo Scientifico, su tematiche concernenti la Linfoistiocitosi Emofagocitica, in memoria di Mario Ricciardi.
A questo scopo, è indetta una procedura selettiva per l’attribuzione dei premi per due articoli scientifici pubblicati nel biennio 2020-2021.

A.I.L.E. Association announces 2 awards for the Best Scientific Article, on issues concerning Hemophagocytic Lymphohistiocytosis (HLH), in memory of Mario Ricciardi. A selective procedure for two scientific articles published during the 2020-2021 is announced. 

 

 

Il bando sarà visibile dal giorno 03/01/2022

The call will be viewable from 03/01/2022

Piano strategico di ricerca 2019-21

Uno dei principali obiettivi dell’associazione A.I.LE. è quello di stimolare il mondo scientifico a comprendere i meccanismi della malattia HLH nei bambini e negli adulti, per poter raggiungere terapie risolutive e ridurre la mortalità dei pazienti.
Per questo motivo A.I.L.E ha individuato 3 aree tematiche fondamentali da cui partire per sostenere ricerche innovative, incoraggiare la collaborazione, coinvolgere le aziende farmaceutiche e favorire una comunità aperta alla ricerca.

CONOSCENZA DEL GENOTIPO/FENOTIPO

Dati scientifici emergenti suggeriscono che la Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH) può essere meglio definita da uno spettro continuo di malattie, causate da difetti ereditari e da stimolazioni immunitarie prolungate, piuttosto che essere classificata utilizzando la dicotomia “primaria”  e “secondaria”. Questa visione di un continuum di malattie è supportata dalla grande variabilità nella presentazione dell’HLH rispetto all’età. Si suppone infatti che le mutazioni che producono proteine non funzionanti siano responsabili dell’insorgenza della malattia in età precoce mentre mutazioni ipomorfe (proteine con bassa attività citotossica) potrebbero essere responsabili dell’insorgenza della malattia in età adulta. Tra questi due estremi esistono condizioni patologiche di malattia non comprese del tutto. In quest’ottica A.I.L.E. ritiene fondamentale che si chiariscano le basi dell’eterogeneità fenotipica nell’HLH e si determinino i fattori scatenanti, utilizzando tecniche di analisi genetiche innovative che possano fornire ulteriori elementi per le diagnosi molecolari, e che rivelino possibili nuovi meccanismi di predisposizione all’HLH. La conoscenza delle caratteristiche genetiche o i fattori di predisposizione potranno condurre a terapie innovative con il possibile utilizzo di approcci personalizzati. 

INDAGINI SUL SISTEMA IMMUNITARIO

La Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH) è una malattia che pone molte sfide alla medicina clinica per l’elevato tasso di mortalità. I meccanismi patologici che stanno alla base della malattia non sono ancora del tutto noti, ma sicuramente giocano un ruolo fondamentale la super attivazione delle cellule T e macrofagi e la successiva produzione di citochine proinfiammatorie, tra cui l’interferone gamma (INFγ). Sebbene l’infiammazione mediata dal INFγ sia una caratteristica significativa della Linfoistiocitosi Emofagocitica, il numero di possibili meccanismi che potenzialmente portano a infiammazione patologica sono probabilmente più numerosi e complessi. La comprensione dei meccanismi che portano all’infiammazione e alla sua risoluzione sono determinanti per poter intervenire con terapie mirate nelle malattie in cui la risposta immunitaria sia eccessiva. Studi scientifici sui meccanismi fondamentali sono risultati vincenti nell’identificare molecole in grado di inibire la risposta infiammatoria. A.I.L.E. favorisce quindi studi scientifici di tipo meccanicistico per la comprensione del sistema immunitario durante l’infiammazione e stimola la conoscenza per lo sviluppo di specifici inibitori dell’attivazione del sistema immunitario nell’HLH.

APPROCCI TERAPEUTICI E CURA

Gli sforzi della comunità scientifica atti a migliorare gli attuali trattamenti e a esplorare nuovi approcci terapeutici sono fortemente auspicati e sostenuti. In particolare l’associazione vuole stimolare la ricerca sul condizionamento a intensità ridotta per il trapianto di cellule ematopoietiche per l’HLH e deficienze immunitarie primarie, e favorire studi clinici prospettici per la valutazione dei trapianti di cellule ematopoietiche allogeniche. Inoltre, vuol farsi promotore di ricerche per la caratterizzazione di difetti genetici su modelli animali per lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e l’utilizzo di queste conoscenze di base nella progettazione di studi internazionali di trattamento. Ed infine, si propone di stimolare programmi sulla terapia genetica che ha il potenziale di correggere le cause principali dell’HLH familiare.

Informazioni sul vaccino anti COVID-19 

vaccino covid19 per hlh

Nel file .pdf scaricabile in basso troverete le informazioni utili sui vaccini contro il Covid-19 in relazione all’HLH.

Bandi di ricerca

laboratorio

 

PREMIO “RICERCA OLTRE L’HLH” 2021

L’Associazione Italiana Linfoisticitosi Emofagocitica (AILE), organizzazione no profit per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nel trattamento della sindrome della Linfoisticitosi Emofagocitica (HLH), annuncia, insieme a Sobi s.r.l., affiliata italiana dell’azienda  farmaceutica svedese, impegnata nella cura di malattie immunologiche rare, la disponibilità di fondi per sostenere ricerche scientifiche innovative. Questa progettualità mira a sostenere progetti finalizzati a nuovi trattamenti per alleviare i sintomi della HLH. 

L’ area tematica, identificata tra le priorità di finanziamento, è quella del:

RIGETTO DEL TRAPIANTO ALLOGENICO di cellule staminali

Il progetto di ricerca vincitore è “Deep profiling of graft failure after allogeneic HSCT” del Dott. Pietro Merli del Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

È fondamentale approfondire i diversi meccanismi che possono concorrere al rigetto del trapianto di cellule staminali ematopoietiche – spiega Merli – perché ad oggi, a differenza del trapianto di organo solido, non esistono terapie efficaci per trattare un rigetto incipiente e la linfoistiocitosi emofagocitica primaria presenta un rischio aumentato di rigetto. Così, questo progetto di ricerca vuole sfruttare le tecnologie più avanzate per caratterizzare il profilo di nuovi marcatori nei liquidi biologici, per esempio nel sangue: l’obiettivo è di sviluppare nuove strategie sia diagnostiche, al fine di anticipare la diagnosi, che purtroppo oggi è spesso tardiva e arriva quando ormai il rigetto si è già completato, che terapeutiche”.

Servizio di Adnkronos sul progetto vincitore.

logo aile

In collaborazione con

Logo SOBI

Con il patrocinio non oneroso del

Articoli dei partecipanti

Aggiornamenti scientifici