La ricerca

Premio Mario Ricciardi 2022

premio mario ricciardi

L’Associazione AILE bandisce 2 premi per il Migliore Articolo Scientifico, su tematiche concernenti la Linfoistiocitosi Emofagocitica, in memoria di Mario Ricciardi.
A questo scopo, è indetta una procedura selettiva per l’attribuzione dei premi per due articoli scientifici pubblicati nel biennio 2020-2021.

A.I.L.E. Association announces 2 awards for the Best Scientific Article, on issues concerning Hemophagocytic Lymphohistiocytosis (HLH), in memory of Mario Ricciardi. A selective procedure for two scientific articles published during the 2020-2021 is announced. 

 

 

Visualizza la classifica punteggi dei partecipanti al premio Mario Ricciardi 2022 cliccando sul pulsante in basso.

VINCITORI

La Seconda Edizione del Premio Internazionale al miglior articolo scientifico (2019-2021) si è recentemente conclusa con la pubblicazione della classifica, stilata secondo parametri internazionali, che permettono di valutare la qualità scientifica (impact factor) degli articoli sottomessi. I vincitori dei due premi sono due giovani ricercatrici che lavorano presso la Clinica Universitaria del Cincinnati Children’s Hospital, (USA) e la Pediatria dell’Ospedale St Jude di Memphis (USA).

Abbiamo chiesto alle vincitrici un contributo scritto che evidenzi in che modo i loro risultati pubblicati siano importanti per migliorare la conoscenza dell’HLH. Ecco il loro contributo:

Dr. Lorenz Adi

Dr.ssa Lorenz Adi 1° classificata.

1° Classificata Dr. Lorenz Adi

Zoref-Lorenz, Adi et al. “An improved index for diagnosis and mortality prediction in malignancy-associated hemophagocytic lymphohistiocytosis.” Blood vol. 139,7 (2022): 1098-1110

  

Cincinnati children hospital
La clinica pediatrica di Cincinnati e di Memphis sede delle ricerche pubblicate dalle ricercatrici vincitrici del premio.

Hemophagocytic lymphohistiocytosis (HLH) is a hyperinflammatory syndrome for which hematologic malignancy (HM) is a common and deadly trigger. The paper- “An improved index for diagnosis and mortality prediction in malignancy-associated hemophagocytic lymphohistiocytosis” describes our study of 225 adult patients with HM with and without HLH by the HLH-2004 criteria. We report that combined elevation of soluble CD25 and ferritin at optimized cutoff values defines an optimized HLH inflammatory (OHI) index that accurately identifies patients fulfilling HLH criteria; however, more importantly, it also predicts high mortality risk whether or not patients fulfill HLH criteria. The OHI index is important as it will allow early identification of the syndrome and deeper investigation into its pathophysiology.

 

La Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH) è una sindrome iperinfiammatoria, in cui il tumore maligno ematologico (HM) rappresenta un fattore scatenante comune e mortale. L’articolo “Un indice migliorato per la diagnosi e la previsione della mortalità nella linfoistiocitosi emofagocitica associata a malignità” descrive il nostro studio su 225 pazienti adulti con HM con e senza HLH definita secondo i criteri HLH-2004. Segnaliamo che l’aumento  combinato nel sangue del CD25 solubile e ferritina a valori di cutoff ottimizzati definisce un indice infiammatorio HLH ottimizzato (OHI) che identifica accuratamente i pazienti che soddisfano i criteri HLH; tuttavia, cosa ancora più importante, predice anche un alto rischio di mortalità indipendentemente dal fatto che i pazienti soddisfino o meno i criteri HLH. L’indice OHI è importante in quanto consentirà l’identificazione precoce della sindrome e un’indagine più approfondita nella sua fisiopatologia.

Meyer Lauren

Dr.ssa Meyer Lauren 2° classificata, St. Jude Hospital, Memphis, USA

2° Classificata Dr. Meyer Lauren

Meyer, Lauren K et al. “JAK/STAT pathway inhibition sensitizes CD8 T cells to dexamethasone-induced apoptosis in hyperinflammation.” Blood vol. 136,6 (2020): 657-668.

Per ulteriori informazioni su questa pubblicazione, consultare l’articolo di ottobre 2021 sul nostro sito cliccando qui o sfogliando articoli in evidenza in basso. 

HLH therapy relies heavily on the anti-inflammatory activity of dexamethasone, but many patients are refractory to this therapy. Hypercytokinemia is a hallmark of HLH, and many cytokines activate the pro-survival JAK/STAT signaling pathway in immune cells. We hypothesized that cytokine exposure might antagonize dexamethasone-induced apoptosis. Using in vitro and in vivo models, we found that cytokines alter the apoptotic potential of immune cells, rendering them resistant to dexamethasone. However, simultaneous exposure to the JAK1/2 inhibitor ruxolitinib greatly potentiated dexamethasone-induced apoptosis with a concomitant improvement in disease manifestations in our in vivo model.

La terapia dell’HLH si basa principalmente sull’attività antinfiammatoria del desametasone, ma molti pazienti non rispondono a questa terapia. L’elevato livello di citochine nel sangue è un segno distintivo dell’HLH e molte citochine attivano la via di segnale JAK/STAT che favorisce la sopravvivenza delle cellule immunitarie. Abbiamo ipotizzato che l’esposizione delle cellule immunitarie ad elevati livelli di citochine potrebbe antagonizzare l’apoptosi indotta dal desametasone. Utilizzando modelli in vitro e in vivo, abbiamo scoperto che le citochine alterano il potenziale apoptotico delle cellule immunitarie, rendendole resistenti al desametasone. Tuttavia, l’esposizione simultanea all’inibitore JAK1/2 ruxolitinib ha notevolmente potenziato l’apoptosi indotta da desametasone con un concomitante miglioramento delle manifestazioni della malattia nel nostro modello in vivo.

ARTICOLI IN EVIDENZA SUL PREMIO MARIO RICCIARDI

Piano strategico di ricerca 2019-21

Uno dei principali obiettivi dell’associazione A.I.LE. è quello di stimolare il mondo scientifico a comprendere i meccanismi della malattia HLH nei bambini e negli adulti, per poter raggiungere terapie risolutive e ridurre la mortalità dei pazienti.
Per questo motivo A.I.L.E ha individuato 3 aree tematiche fondamentali da cui partire per sostenere ricerche innovative, incoraggiare la collaborazione, coinvolgere le aziende farmaceutiche e favorire una comunità aperta alla ricerca.

CONOSCENZA DEL GENOTIPO/FENOTIPO

Dati scientifici emergenti suggeriscono che la Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH) può essere meglio definita da uno spettro continuo di malattie, causate da difetti ereditari e da stimolazioni immunitarie prolungate, piuttosto che essere classificata utilizzando la dicotomia “primaria”  e “secondaria”. Questa visione di un continuum di malattie è supportata dalla grande variabilità nella presentazione dell’HLH rispetto all’età. Si suppone infatti che le mutazioni che producono proteine non funzionanti siano responsabili dell’insorgenza della malattia in età precoce mentre mutazioni ipomorfe (proteine con bassa attività citotossica) potrebbero essere responsabili dell’insorgenza della malattia in età adulta. Tra questi due estremi esistono condizioni patologiche di malattia non comprese del tutto. In quest’ottica A.I.L.E. ritiene fondamentale che si chiariscano le basi dell’eterogeneità fenotipica nell’HLH e si determinino i fattori scatenanti, utilizzando tecniche di analisi genetiche innovative che possano fornire ulteriori elementi per le diagnosi molecolari, e che rivelino possibili nuovi meccanismi di predisposizione all’HLH. La conoscenza delle caratteristiche genetiche o i fattori di predisposizione potranno condurre a terapie innovative con il possibile utilizzo di approcci personalizzati. 

INDAGINI SUL SISTEMA IMMUNITARIO

La Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH) è una malattia che pone molte sfide alla medicina clinica per l’elevato tasso di mortalità. I meccanismi patologici che stanno alla base della malattia non sono ancora del tutto noti, ma sicuramente giocano un ruolo fondamentale la super attivazione delle cellule T e macrofagi e la successiva produzione di citochine proinfiammatorie, tra cui l’interferone gamma (INFγ). Sebbene l’infiammazione mediata dal INFγ sia una caratteristica significativa della Linfoistiocitosi Emofagocitica, il numero di possibili meccanismi che potenzialmente portano a infiammazione patologica sono probabilmente più numerosi e complessi. La comprensione dei meccanismi che portano all’infiammazione e alla sua risoluzione sono determinanti per poter intervenire con terapie mirate nelle malattie in cui la risposta immunitaria sia eccessiva. Studi scientifici sui meccanismi fondamentali sono risultati vincenti nell’identificare molecole in grado di inibire la risposta infiammatoria. A.I.L.E. favorisce quindi studi scientifici di tipo meccanicistico per la comprensione del sistema immunitario durante l’infiammazione e stimola la conoscenza per lo sviluppo di specifici inibitori dell’attivazione del sistema immunitario nell’HLH.

APPROCCI TERAPEUTICI E CURA

Gli sforzi della comunità scientifica atti a migliorare gli attuali trattamenti e a esplorare nuovi approcci terapeutici sono fortemente auspicati e sostenuti. In particolare l’associazione vuole stimolare la ricerca sul condizionamento a intensità ridotta per il trapianto di cellule ematopoietiche per l’HLH e deficienze immunitarie primarie, e favorire studi clinici prospettici per la valutazione dei trapianti di cellule ematopoietiche allogeniche. Inoltre, vuol farsi promotore di ricerche per la caratterizzazione di difetti genetici su modelli animali per lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e l’utilizzo di queste conoscenze di base nella progettazione di studi internazionali di trattamento. Ed infine, si propone di stimolare programmi sulla terapia genetica che ha il potenziale di correggere le cause principali dell’HLH familiare.

Informazioni sul vaccino anti COVID-19 

vaccino covid19 per hlh

Nel file .pdf scaricabile in basso troverete le informazioni utili sui vaccini contro il Covid-19 in relazione all’HLH.

Bandi di ricerca

laboratorio

 

PREMIO “RICERCA OLTRE L’HLH” 2021

L’Associazione Italiana Linfoisticitosi Emofagocitica (AILE), organizzazione no profit per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nel trattamento della sindrome della Linfoisticitosi Emofagocitica (HLH), annuncia, insieme a Sobi s.r.l., affiliata italiana dell’azienda  farmaceutica svedese, impegnata nella cura di malattie immunologiche rare, la disponibilità di fondi per sostenere ricerche scientifiche innovative. Questa progettualità mira a sostenere progetti finalizzati a nuovi trattamenti per alleviare i sintomi della HLH. 

L’ area tematica, identificata tra le priorità di finanziamento, è quella del:

RIGETTO DEL TRAPIANTO ALLOGENICO di cellule staminali

Il progetto di ricerca vincitore è “Deep profiling of graft failure after allogeneic HSCT” del Dott. Pietro Merli del Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

È fondamentale approfondire i diversi meccanismi che possono concorrere al rigetto del trapianto di cellule staminali ematopoietiche – spiega Merli – perché ad oggi, a differenza del trapianto di organo solido, non esistono terapie efficaci per trattare un rigetto incipiente e la linfoistiocitosi emofagocitica primaria presenta un rischio aumentato di rigetto. Così, questo progetto di ricerca vuole sfruttare le tecnologie più avanzate per caratterizzare il profilo di nuovi marcatori nei liquidi biologici, per esempio nel sangue: l’obiettivo è di sviluppare nuove strategie sia diagnostiche, al fine di anticipare la diagnosi, che purtroppo oggi è spesso tardiva e arriva quando ormai il rigetto si è già completato, che terapeutiche”.

Servizio di Adnkronos sul progetto vincitore.

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Con il patrocinio non oneroso del

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Aggiornamenti scientifici