Uno studio cinese delinea le cause della HLH secondaria

La Linfoistiocitosi Emofagocita secondaria (sHLH) è diagnosticataprincipalmente negli adulti in seguito a cause non del tutto identificate come tumori, infezioni o malattie autoimmuni.  Sebbene l’esatta incidenza di HLH negli adulti rimanga sconosciuta, il numero di casi riportati in letteratura è notevolmente aumentato negli ultimi due decenni (1). Per questa ragione, la sHLH è oggetto di molteplici ricerche scientifiche per definire i fattori scatenanti e selezionare terapie appropriate. Un articolo scientifico apparso recentemente sulla rivista Frontiers in Immunology nel 2022 descrive e caratterizza in dettaglio le eziologie della sHLH inpazienti afferenti al dipartimento di Ematologia, della Clinica Universitaria di Nanjing in Cina. L’unicità di questa pubblicazione sta nel numero di pazienti sHLH analizzati. Attualmente, infatti, la maggior parte dei dati clinici riguardanti la sHLH proviene da piccole coorti multicentriche di pazienti. L’analisi di 550 pazienti afferenti tutti ad un singolo centro ha permesso al Dr. Jianyong Li di descrivere in dettaglio le cause alla base della sHLH e di analizzare le caratteristiche cliniche e di laboratorio di ciascun caso.

Caratteristiche cliniche ed eziologiche

L’analisi dei dati raccolti ha permesso al gruppo di clinici cinesi di tracciare un profilo del paziente affetto da sHLH, identificabile come una persona di età media di 51 anni, prevalentemente di sesso maschile, la cui sintomatologia clinica, all’insorgenza della malattia,è lo stato febbrile (97.4%) e la splenomegalia (86.1%). Da un punto di vista dei parametri laboratoriali si registra una diminuzione del numero di cellule immunitarie in almeno due diverse linee (nel 83.6% dei casi), mentre nella quasi totalità dei pazienti si sono registrate elevate concentrazioni di ferritina e del marcatore sanguigno sCD25.

Le cause eziologiche della sHLH, identificate nel 76% dei pazienti analizzati, sono state classificate in quattro categorie: 1) neoplasie linfoidi (50% dei casi), 2) infezioni (tra cui l’Epstein Bar Virus, EBV, 34% dei casi) 3) malattie reumatiche, e 4) cause sconosciute. Il confronto dei parametri laboratoriali tra i quattro gruppi di pazienti ha permesso di stabilire in modo significativo che l’emofagocitosi è meno comune nei casi di sHLH da neoplasie rispetto a quelle da infezione, e che i casi di sHLH associati a tumori maligni hanno livelli significativamente elevati di sCD25 e grave trombocitopenia rispetto a quelli innescati da malattie reumatiche.

Analisi dello spettro eziologico della sHLH

La causa più comune di sHLH è sicuramente il tumore malignolinfoide che si declina in diversi sottotipi tra cui neoplasie che interessano le cellule T e Natural killer (NK), linfomi non-Hodgkin e, in percentuale più bassa, il linfoma di Hodgkin.

Il confronto con altri studi clinici ha permesso di verificare che la percentuale dei sottotipi di linfomi registrati nella popolazione cinese è in linea con quella di altri studi su popolazioni occidentali eccetto quella della leucemia aggressiva delle cellule NK, più frequente nei paesi asiatici come già indicato in altre pubblicazioni (3).

Il secondo più frequente fattore associato alla sHLH è l’infezione. Il virus dell’EBV, è il patogeno più comune registrato tra tutti i casi di sHLH attivati da infezione. Essa infatti rappresenta il 18% dell’intera popolazione analizzata. Questo risultato è in linea con altri studi scientifici pubblicati recentemente (4) e che va attribuita alla prevalenza dell’infezione da EBV in Asia.

Test rapido per la sHLH

Gli autori alla luce dei risultati ottenuti, hanno individuato una combinazione di esami di laboratorio che attraverso l’analisi dello striscio del midollo osseo (BM) e la valutazione del numero di copie del DNA di EBV, permettesse di identificare le cause della sHLH in maniera rapida. Attraverso la suddivisione dei pazienti in base alla presenza di cellule linfoidi normali (BM-) o anormali (BM+) e al numero di copie del DNA di EBV normale (EBV-) o aumentato (EBV+) hanno verificato che nei pazienti con BM+EBV+, il 48,9% delle sHLH era causata da leucemia aggressiva a cellule NK, mentrenei casi di BM + EBV-, il 66,2% di essi era dovuto a linfomi non Hodgkin a cellule B.

 

Conclusioni

Questo studio fornisce degli strumenti oggettivi per il riconoscimento tempestivo delle diverse cause di sHLH econseguentemente per il trattamento immediato dei pazienti affetti. A differenza della HLH pediatrica, le cause alla base della HLH nell’adulto sono più complicate. Come dimostrato da questa pubblicazione la sHLH correla con diversi tipi di linfomi, in particolare con quelli maligni delle cellule T / NK, che hanno una prognosi peggiore rispetto ad altre eziologie. Il protocollo diagnostico basato sull’analisi delle cellule del midollo osseo e il numero di copie di DNA del virus EBV, potrebbe aiutare a discriminare i casi di HLH e identificare quelli innescati da tumori maligni delle cellule T/NK e B, così come l’infezione da EBV.Nonostante l’avanzamento scientifico rappresentato da questa pubblicazione, nuovi criteri diagnostici devono essere implementatiper poter sviluppare trattamenti precoci ed appropriati per la sHLH

Bibliografia

  1. Schram AM, Berliner N. How I treat hemophagocytic lymphohistiocytosis in the adult patient. Blood (2015) 125(19):2908–14. doi: 10.1182/blood-2015-01- 551622
  2. Miao Y, Zhang J, Chen Q, Xing L, Qiu T, Zhu H, Wang L, Fan L, Xu W, Li J. Spectrum and trigger identification of hemophagocytic lymphohistiocytosis in adults: A single-center analysis of 555 cases. Front Immunol. 2022 Aug 12;13:970183.
  3. Lorenz F, Klimkowska M, Pawlowicz E, Bulanda Brustad A, Erlanson M, Machaczka M. Clinical characteristics, therapy response, and outcome of 51 adult patients with hematological malignancy-associated hemophagocytic lymphohistiocytosis: a single institution experience. Leuk Lymphoma (2018) 59(8):1840–50
  4. Zhao Y, Lu D, Ma S, Li L, Zhu J, Zhou, et al. Risk factors of early death in adult patients with secondary hemophagocytic lymphohistiocytosis: a single- institution study of 171 Chinese patients. Hematology (2019) 24(1):606–12.
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